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August 1, 2009
walking

New york in agosto non si svuota.La macchinona continua a girare a pieno ritmo nonostante un caldo che ucciderebbe un elefante.C’è la crisi è vero ma tutto è in movimento,forse più di prima,questa è la mia impressione.Ieri sera volevamo andare a sentire una bassista che ci piace in un club minuscolo all’angolo tra la seconda strada e avenue C ma sulla porta c’era scritto “a causa di un litigio Me’shell non suonerà stasera”.Non si specificava chi avesse litigato con chi ma la cosa suonava divertente.Magari durante il sound check si è presa a bassate con il barista oppure il fidanzato l’ha mollata lì in piena prova oppure è stato il barista a provocarla dicendole “aò me’shell ho sentito un bassista italiano più bravo di te!!!!”.Insomma ne ho approfittato per tornare a casa a piedi attraversando in solitaria la New York by night che è sempre una bella cosa,anzi una delle cose più belle da fare.Andare a zonzo,così semplicemente senza una meta,prendere appunti con gli occhi,entrare in un “deli” aperto 24 ore e ascoltare i discorsi degli altri mentre si indugia nella scelta di una lattina,come in un film di Jim Jarmush.I cassieri dei “deli” sono quasi tutti coreani o yemeniti,e in genere sono tipi scorbutici e non riesci mai a incrociare i loro occhi nemmeno quando metti il dollaro della bibita sula banco della cassa.Guardano sempre da un’altra parte,non si sa bene dove.Però ieri sera ho capito che uno era dello yemen allora gli ho detto “sei dello yemen?” e lui mi ha guardato con sospetto dicendo yes e io “è un paese bellissimo,san’à è una città incredibile e il deserto è pura poesia…” e allora sono diventato immediatamente suo fratello e non ha voluto i soldi della seven up.
Mi ha stretto la mano ed è finita lì.Fa piacere ricevere complimenti sul proprio posto di provenienza,è una cosa strana perché in fondo non si hanno meriti particolari sulla bellezza o bruttezza della propria terra…o forse si.