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June 17, 2009
bagagli

NY si gira a piedi.Ci sono 2 città al mondo così ,l’altra è Venezia,ma è un’altra storia.A New York la macchina non ce l’ha nessuno e Manhattan non è poi così grande.E’ un po’ come la gioconda,che uno se lo immagina una grande quadro perché nella mente occupa molto spazio poi te la trovi davanti al Louvre ed è un quadretto (un quadretto mozzafiato).Una volta a Shanghai ho visto un palazzo tutto coperto di luci a led che creavano una Gioconda grande come due campi da calcio.Si parlava di manhattan,che è il nome di un capo indiano,e che è un’isola lunga una ventina di chilometri che si può percorrere tutta a piedi facilmente anche perché orientarsi è semplicissimo.Prima c’erano le torri e orinetarsi era ancora più facile,Le torri erano l’estremità sud e tutto il resto,tranne la statua della libertà,era a nord.Camminando si incontra gente e dal momento che gli Italiani mi riconscono e sono molto affettuosi con me ci si ferma spesso per due chiacchiere veloci.New York è piena di Italiani,molti turisti ma non solo.Ci sono gli immigrati di seconda o terza generazione ma non solo.Ce ne sono tantissimi che sono qui per studiare o lavorare o per fare esperienza in qualche modo.In metropolitana ho incontrato un ragazzo di Napoli che fa il decoratore di interni,e la sua arte qui è molto apprezzata si fa pagare bene per fare uccellini e ghirigori sui soffitti e sulle pareti dei ricchi uptown e si sta ampliando.E’ venuto qua da solo e ora sono già in 3 e diventeranno presto 6 perché arrivano altri dall’italia e sta pure insegnando il mestiere a nuovi immigrati russi o messicani che hanno una buona mano.Ho incontrato un cantante rock che è qui a tentare la fortuna .Stamani ho incontrato un avvocato che si è laureato alla LUIS di roma con una borsa di studio e ora è entrato in un mega ufficio di avvocati americani e si è portato qui la moglie e una figlia appena nata.Ha un sorriso gioioso sul viso perché dice che questa città è il massimo.Ero al bar col mio amico Fabio Volo che è qui a finrire di scrivere il suo romanzo e abbiamo parlato un po’ con un giovane professore di economa all’NYU e ho scoperto che suo bisnonno è quel Di Vittorio che litigava con Togliatti ,quello delle lotte sindacali che Favino ha interpretato in una fiction TV.Ogni volta che incontro uno che si intende di economia faccio mille domande ma poi dimentico tutto,quella roba non c’è verso di farmela entrare in tetat.Le banche,il signoraggio,l’inflazione,la crisi,il 29 ecc ecc.
Eppure bisognerebbe saperne qualcosa per capire le dinamiche del mondo reale.Ma io anche nei quotidiani le pagine economiche le salto e vado direttamente agli spettacoli.
Questa cosa di avere una faccia conosciuta mi rende una specie di piazza ambulante dove si incontrano gli italiani e potrei raccogliere tutte queste storie e fare un ritratto di una bella Italia piena di sogni e di voglia di orizzonti.I motivi che portano qualcuno a fare i bagagli soni tanti quanti sono i bagagli.