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June 28, 2009
altra storia

Forse Michael Jackson è l’ultima grande icona pop della storia di questo “genere”.L’ultima nel senso che dopo di lui non ce ne saranno più con quelle caratteristiche.Marylin,Elvis,Bob Marley per intenderci sul genere di “pop icon” che intendo.Michael è l’ultimo degli eroi analogici.Anche se la sua vita si è prolungata dentro all’epoca digitale la sua arte è stata tutta prodotta nel tempo di pirma e risponde a certe caratteristiche.Oggi la comunicazione è frammentata e lo sono anche i modelli di riferimento,che sono pezzi di pezzi di pezzi di qualcosa ma in sé non raccolgono un senso.Siamo nel tempo della perdita di senso,e questo ha delle conseguenze.Non sto dicendo che questo sia un male,non è questo il punto.Il punto è che di Michael Jackson esistono,se pur tante,un numero limitato di performances documentate e sempre attraverso il punto di vista del “produttore” mentre di una megastar di oggi (se ce ne sono) esistono infinite versioni tante quanti sono i punti di vista.Insomma non voglio mettermi in una disquisizione filosofica che già comincio a balbettare ma ho elementi per potere affermare che con al morte fisica di Jacko (perché la musica resta viva anzi se possibile si rafforza della sua assenza fisica) è finita anche l’epoca delle star di quel tipo tra le quali lui negli ultmi 30 anni è stata la più grande.La musica sta cambiando parecchio,me ne accorgo di passando del tempo in questa città che è il centro mondiale della musica ma non c’è bisogna di venire qui per accorgersi che il futuro è un’altra storia,sicuramente migliore perché il fuuturo ha comunque ragione anche quando sembra che ha torto,ma comunque un’altra storia.

June 27, 2009
vale 100

Valentino ha vinto il suo centesimo gran premio.A me Vale fa un po’ l’effetto che mi fa Michael Jackson dei suoi video storici,mi fa danzare,mi potenzia l’anima,mi alleggerisce il cuore.Quando la domenica mi metto lì davanti alla TV o le volte che sono andato a vederlo girare dal vivo mi arriva un tipo di vibrazione musicale,poetica.Io come tanti sono cresciuto con il mito della moto,a partire dai motorini truccati fino alle grandi moto potentissime che ho posseduto senza mai essere stato un manico,perché ho puara di famri male.Lavorai come cameriere un’estate per comprarmi un motorino usato e l’estate dopo a 14 anni sverniciavo i mobili da un restauratore perché volevo la marmitta a espansione,le manopole gialle da motocross e altri accessori.Il vero fissato in casa mia è mio fratello Bernardo che lui invece è un vero manico che impenna qualsiasi tipo di mezzo a due ruote e in moto ha girato il mondo e la passione ci è stata trasemessa da uno zio che quando eravamo piccolissimi aveva una guzzi 750 sport e per noi era un eroe,lo zio Bruno.Comunqe Valentino è una storia che mi appassiona e oggi ha vinto il suo centesimo gran premio e mi inchino al suo genio indiscusso.Quando ha vinto il suo ottavo campionato del mondo abbiamo trovato un cane,un bastardino simpatico che acchiappa qualsiasi tipo di palla gli venga lanciata facendo derapate incredibili,e in onore di Vale e della sua vittoria lo abbiamo chiamato OTTO.Stiamo facendo posto per un nuovo amico…casomai.

June 26, 2009
stamattina

stamattina l’america si è svegliata inondata dalle immagini di Michael Jackson.Le sue canzoni sono ovunque,spezzoni dei suoi video a ripetizione infinita in tutte le tv come la più globale e la più pop delle opere di Andy Warhol.Era energia pura,e l’energia si trasforma ma non muore.Ero un grande fan di Jackson.E’ la più grande star della mia adolescenza e da dj ho suonato i suoi pezzi più di qualsiasi altra cosa,con Jackson si riempivano subito le piste e la gnete impazziva.Off the wall e thrillers sono due capolavori senza uguali nella storia della musica pop e dance.Un artsita dal talento immenso,un grande innovatore,Le sue canzoni e la sua icona sono tra le cose più importanti della storia dell’arte e del costume del 900.La sua morte mi addolora perchè è un pezzo della mia vita,del mio immaginario e sapere che quest’uomno che ha regalato così tanta gioia al mondo fosse un ragazzo triste pieno di porblemi fa male.

wanna be starting something

Stavamo prendendo un tè giapponese,io mangiavo un dolce di noci a metà pomeriggio,nel caffè dentro a quella bella libreria dove andiamo a leggere ogni tanto.My wife guardava le news sul portatile connesso wireless e mi ha detto di getto “è morto michael jackson”.Fermo immagine,il tempo per un attimo si blocca perché succede così quando arrivano notizie del genere.Brividi.E’ morto Michael Jackson,la notizia più assurda del mondo e la più normale allo stesso tempo.”Era scritto” viene da pensare,nessuno lui per primo poteva immaginare Michael Jackson da vecchio,però fa effetto lo stesso.Dispiace,il mio primo pensiero è stato “mi dispiace” e il secondo è stato “mi dispiace davvero”.Il terzo è stato “che musica pazzesca che ha fatto”.Proprio perché era scritto dispiace di più perché una storia con un finale così prevedibile lascia un dispiacere amaro,ancora più amaro proprio perché ha dentro qualcosa di banale,e non si vorrebbe mai attribuire a una disgrazia elementi di banalità.E’ un dispiacere vuoto,un dispiacere silenzioso perché quando muore un musicista di così grande talento il silenzio che segue la notizia è fortissimo.La morte di un danzatore fa sembrare che il mondo si fermi.Se morisse Shiva,finirebbe l’universo.
Siamo usciti dalla libreria e la gente intorno a noi che affolla Soho a quell’ora parlava e si sentiva pronunciare “michalejackson” in mezzo alle frasi con varie cadenze da voci di ogni tipo e di ogni età.Il personaggio globale per eccellenza.La notizia girava a una velocità pazzesca,questo nome famosissimo,uno dei più famosi del mondo.Per un certo periodo sicuramente il più famoso,il più celebrato,quello che bastava guradarlo muoversi per provare un senso di libertà.
A Washington square dopo meno di un’ora c’erano già i ragzzi con i radioloni che siuonavano la sua musica intorno alla fontana.
Sono i nuovi pischelli di New York che sono pazzi degli anni ottanta,ricomprano le scarpe come quelle di quegli anni e sembra di essere tornati ai tempi di Keith Haring,del primo hip hop,di Basquiat,di Michael Jackson.Perchè niente muore si sa.
E’ morto Michael Jackson,ma pensa te…continuavamo a ripeterci senza dire altro guradando nel vuoto davanti a noi.Una presenza importante nella vita mia e di molti della mia generazione.Un talento impressionante.Per me,l’ho sempre detto,Thriller è il capolavoro dei capolavori,il long playing perfettissimo,la punta massima del pop del dopoguerra,per me più dei beatles e dei rolling stones,per me ,è chiaro,perché è la mia vita,la mia giovinezza,l’immaginario con il quale sono venuto su.Sono i gloriosi fantasmagorici anni ottanta senza utopie collettive ma con un tipo di individualismo sano,un tipo di individualismo che danza,non so se mi spiego.
Gli anni ottanta partono proprio con “WANNA BE STARTING SOMETHING” il cui testo dice “se vuoi cominciare qualcosa non devi fare altro che cominciare qualcosa…” perfetto,era quello che volevo sentirmi dire a quattordici anni,dopo un decennio in cui i nostri freatelli maggiori avevano fatto assemblee e dibattiti noi avevamo qualcuno che diceva danzando “se vuoi far partire qualcosa vai e falla partire” ed era convincente,era lui stesso una creazione,un work in progress umano,un prototipo.
“Wanna be starting something” io la posso sentire un miliardo di volte,mi fa impazzire .Quell’attacco,ta ta ta,quel tiro sempre uguale incessante,mi sembra sempre un miracolo,una cosa di una forza assoluta,per me uno dei pezzi più belli di ogni tempo per produzione e interpretazione (la canzone non c’è,la fai cantare a un’altro e non è nulla).
Michael Jackson è morto e suona strano vero?perchè la parola morto associata a un corpo così leggero,a una voce così perfetta non ci sta.Non muore uan cosa fatta di aria,fatta di puro movimento,un corpo che pareva non essere nemmeno nato,ma costruito a tavolino,un progetto.
Nessuno ha mai saputo cosa pensasse Michael Jackson e a me non è mai nemmeno interessato ma il fenomeno invece sì,mi è interessato e sono stato un fan e quando ha smesso di produrre cose del livello a cui ci aveva abituato con i suoi tre masterpieces (off the wall, la vetta di thriller e bad che era un po’ al di sotto ma sempre di altissimo livello) è subentrato un senso di tristezza e di vuoto che la sua morte arriva a confermare e non ad infrangere.
E’ stato uno dei più grandi talenti del nostro tempo,unico e solo nel panorama mondiale,fuori da ogni possibile catalogazione.
Pace all’anima sua.

June 25, 2009
conghero

Stasera due ora prima di suonare la voce mi ha fatto bye bye e se n’è andata.Sarà stata l’umidità di questi giorni o chissà.Ho preso miele e limonata una bocceta intera di propolis ma è servita a poco e per il concerto sono andato a prendere “the voice” in fondo alla pancia dove ne ho sempre una piccola riserva per le emergenze.Alla fine abbiamo suonato per un paio d’ore e gli abbiamo dato del filo da torcere alla gente di brooklyn.Si è unito a noi un terzo percussionista per una versione infinita de l’ombelico,si chiama “cafè” ed è un conghero,ma non un coghero qualsiasi,il conghero più incredibile che io abbia mai sentito.In genere il “percussionista” è colui che suona le percussioni ma nella vera cultura della percussione afro latina ci suono ruoli definiti e specializzazioni.Il timbalero suona i tibales,tito puente è stato il leggendario timbalero morto qualche anno fa,e il conghero suona le congas che possono essere anche cinque e se uno le suona bene ti entrano nella spina dorsale e ti sostengono come delle mani sante.Le congas sono in grado di evocare alcuni spiriti,alcuni “santos”,lo sono indubbiamente,provare per credere.A cuba c’è uno strumento chiamato “batà” composto da tre tamburi speciali che per suonarli bisogna essere molto abili per via di certi incastri poliritmici complessi.Per suonare i “batà” bisognerebbe essere iniziati al culto sincretista dell’isola perché ogni diverso disegno ritmico evoca un santo diverso e ci vuole il santo giusto al momento giusto.Comunque “cafè”,che è amico di Medianoite e di gilmar,è un conghero atomico e ci ha fatto emozionare.Stiamo entrando nel “giro” della musica notturna di New York,comincia a girare la voce che da noi si fa roba interessante e arrivano a sentirci quelli del giro e la cosa è parecchio gratificante.Stasera abbiamo iniziato con una versione nostra di “buonasera signorina” di Buscaglione poi ci ho attaccato un pezzo di muovitimuoviti.Buscaglione…che artista meraviglioso.Noi dovremmo volergli più bene in Italia ai nostri grandi artisti,ci vorrebbe una piazza Fred Buscagliene come c’è una piazza Mazzini o una Via Dante.Quando facevo il dj a Roma la notte a chiusura locale andavo a trovare un collega che chiudeva più tardi e facevo un pezzetto in vespino per raggiungere il suo locale e passavo dall’incrocio dove Buscagliene era andato a sbattere con al sua cadillac ed era morto lì sul colpo.Un incrocio della zona della “dolce vita” e ogni sera che ci passavo ci pensavo perché mio padre un giorno qualche anno prima passando di lì mi aveva detto “qui è morto Buscagliene” ma io non sapevo chi era Buscaglione però quel nome mi era rimasto impresso e così prima era arrivato il luogo poi il nome e dopo il nome arrivava anche la musica e così succede,un padre ti passa un cantante con una storia e quel cantante adesso io lo sto passando a mia figlia che va matta per “Teresa” chiaramente ma anche per “Signorina” e “Piccola”.Pavarotti era un fan accanito di Buscaglione e un giorno mi disse “tu devi cantare le canzoni di Buscaglione,perché lui è stato il primo a fare il rap in Italia” e aveva ragione,Stasera gli ho dato retta ed è stato bello.

June 24, 2009
time out

http://newyork.timeout.com/articles/music/75749/jovanotti-at-nublu-concert-preview

storia naturale

Sulla luna peserei circa 16 kg.Come uno dei miei cani che infatti fa dei salti eccezionali e sale le scale a una velocità supersonica.Però su una stella neurtronica peserei circa 3500 trilioni di kg,che penso sia più del pianeta terra se si potesse mettere su una bilancia (appoggiata però sul pianeta terra) a occhio e croce.Oggi visita al museo di storia naturale.Vi do una dritta:loro mettono il prezzo del biglietto all’ingresso 20 dollari ma in piccolo c’è scritto “prezzo suggerito” che vuol dire che potete anche dargliene 1 e loro vi devono staccare comunque il biglietto.Pare che il museo abbia trilioni di dollari e non gli servono poi così tanto quelli dei biglietti quindi regolatevi.E comunque anche i 20 suggeriti sono un prezzo onesto,il museo è sempre un bel posto da vedere.C’è la grande balena a grandezza naturale,tutte le riproduzioni dei pesci e delle bestie marine più strane,ci sono i poveri animali imbalsamati che imbarazzano perché se fossero vivi con cavolo che starebbero lì a farsi fotografare col flash.C’è la parte etnografica con i manichini senza odore (che è una parte fondamentale dell’incontro con l’altro ma difficile da riprodurre).C’è la zona dedicata allo spazio dove si può toccare un vero meteorite e accorgersi che è un pezzone di ferro grezzo (pare che l’universo si fatto interamente degli stessi elementi,quelli della tavola periodica che si studia al liceo scientifico).C’è un film al planetario veramente fantasmagorico sulle collisioni cosmiche che fa emozionare.A me fammi vedere un cielo stellato e io mi commuovo già così figuarrsi a metterci sotto la musica e la voce di Robert redford che spiega come si è fatto l’universo.
A New york è chiaro che i musei sono pazzeschi,ricchissimi bellissimi giustissimi pieni di spiegazioni e di fascino e di attrattiva.
A me però piace andare a vedere i musei tristi,quelli delle capitali di serie B.Perchè ogni capitale deve avere il suo museo di storia naturale,il suo museo di arte contemporanea,il suo museo di storia civica e il suo museo di qualcosa e quasi sempre sono luoghi lasciati a se stessi,con le teche impolverate,con poca roba spelacchiata con didascalie minime in lingue locali e alla fine però a me si stringe il cuore e faccio pace con l’essere umano,che essendo perduto in un angolo dell’universo per puro caso (secondo la voce di Robert redford che sembra un po’ quella di un dio) farebbe bene a non darsi tante arie.

soleluna ny lab

stasera si suona a Brooklyn allo zebulon,nella zona di williamsburg,che adesso è frequentata dai giovani che non possono permettersi manhattan (anche se un affitto costa già come manhattan…).
Mi ha scritto un sms mark,il mio aggente ammericano (che ha messo in piedi queste session a NY)per dirmi che c’è una recensione di uno show su TIME OUT,il settimanale che qui si compra per sapere cosa succede in città che vale la pena di vedere.Io ogni volta che sono venuto a NY la prima cosa che ho fatto è stata comprare Time Out e vedere dove andare a sentire cose giuste…e oggi ci hanno messo tra le cose giuste!yeah…è il caso di dire yeah…per festeggiare ho comprato un cappello,un borsalino da vero italiano a new york.
nublu3

scatto fisso

va di moda la bici con lo scatto fisso.E’ una cosa che parte da tokyo dove i ragazzini in cerca di nuove vibrazioni hanno iniziato a rimettere in sesto vecchie bici da pista creando un vero e proprio fenomeno cittadino che come succede spesso con le cose nate da quelle parti poi arriva qui e da qui in giro fino a milano dove pare che qualcuno abbia gia’ recepito il messaggio.Una delle conseguenze piu’ comuni e’ traumatologica perche’ lo scatto fisso in citta’ e’ una pazzia e farsi malissimo e’ un attimo (in questo computer non so come si mettono gli accenti).La bici con lo scatto fisso e’ nata per le piste da corsa,quelle di parquet con le curve paraboliche e caschetti aerodinamici.Non ha freni e non e’ possibile fermare i pedali mentre si va.I professionisti a volte fanno un mesetto di scatto fisso a inizio stagione per arrotondare la pedalata ma succede su strade secondarie con poche macchine.In pratica,per i profani,lo scattofisso fa in modo che la ruota posteriore e i pedali siano collegati direttamente senza nessun meccanismo che non sia la trasmissione a catena a un pignone fissato al mozzo,e non ci sono freni,l’unico modo per fermarsi e’ gradualmente rallentare la pedalata,ma gradualmente senno’ ti spacchi un legamento.Difficile da spiegare ma ancora piu’ diifficile da guidare una bici cosi’,inoltre qui usano i vecchi attacchi pedali con le cinghiette,senza sgancio.Mi viene voglia di provarci magari alla fine di questa serie di concerti cosi’ se mi sfascio ho un po’ di tempo per recuperare.La bici e’ una sorella per me,io e lei abbiamo un rapporto molto bello e ogni cosa che la riguarda mi interessa.Sono tornato da poco da 1400 km in bici in solitaria dall’armenia a isfahan in iran e il rapporto si e’ consolidtao grazie alle salite molto dure alle notti in tenda e al patto tra di noi,simile a quello tra l’uomo e il cavallo solo che in questo caso io sono anche i muscoli del cavallo.Lo scatto fisso e’ una pazzia in una citta’ come questa con milioni di semafori e taxisti che guidano malissimo.Capisco che sia un modo per rilanciare il proprio livello di attenzione e la percezione dei sensi che nelle nostre societa’ tendono ad assopirsi.Capisco anche che in una citta’ grande si sviluppa una forma di nuovo tribalismo che ha bisogno di segni e di ritualita’ specifiche,lo capiso e questa cosa mi piace,e’ una sana deviazione della modernita’.Pero’ lo scatto fisso e’ very dangerous.Fate attenzione se vi venisse voglia.

June 23, 2009
nublu

Stasera abbiamo suonato al NUBLU,uno dei locali più “cool” della città,conosciuto da chi ama la musica e da chi cerca le novità.Per me è una bella cosa suonare in club come il NUBLU,che sono piccolissimi ma hanno un’atmosfera unica.Saremo “resident” qui il lunedì sera per tutto luglio.Hanno lasciato fuori un sacco di gente che non riusciva a entrare perché era stipato.Credo che sia stato il mio concerto più caldo di tutta la mia vita da un punto di vista prettamente termometrico,ci saranno stati 80 grandi centigradi e umidità pressochè simile all’utero materno.Energia altissima e molto divertimento.Livello musicale alto in crescita e vengono fuori cose forti di cui per ora non prendiamo nota però magari da lunedì prossimo cominiciamo.All’ingresso fanno pagare una decina di dollari e una birra ne costa cinque al bancone del bar.Il volume è alto e l’impianto è compresso,praticamente un sound system.Il palco è così piccolo che saturno stasera suonava in mezzo alla gente e qualcuno di è preso una palettata di basso in faccia preterintenzionale ma ne è valsa la pena,spero.Prima di noi c’è un dj gustoso e abbiamo iniziato a suonare legandoci ai pezzi che stava mettendo lui.E’ salito con me un rapper di NY davvero forte,si chiama Holistic,è giovanissimo e talentuoso.Poi si è unito a noi Roberto Baldi alle tastiere,un mio amico musicista italiano che è qui una decina di giorni per lavorare a un progetto legato alla moda.
Poi all’una siamo andati all’Higline dove The Roots fanno una jam tutte le settimane.Con me sono venuti Saturno e Riccardo e si sono portati gli strumenti e siamo saliti sul palco e abbiamo suonato con loro improvvisando un po’.Per me è stata una cosa importante.In Italia i roots non sono popolari tranne che per un pezzo che qualche estate fa funzionò bene ma per me loro sono una delle band di riferimento degli ultimi 15 anni.I loro dischi sono tra le cose che ho ascoltato di più in questi anni e suonare con loro alla loro jam è stato un onore vero.Le jam di questa gente sono roba parecchio selettiva,del resto l’hip hop e il funk e il jazz qui sono la loro cultura,la loro “classicità” è questa.Loro stanno vivendo ora quello che la cultura italiana ha fatto 100 anni fa ,nel senso che la storia passa dalle loro mani oggi,musicalmente parlando,e per uno come me fare rap a una jam dei roots è come per un trombettista unirsi alla band di Davis in una session della fine degli anni 60.
Comunque siamo stati forti e ci simao gudagnati il loro rispetto (sono supersnob,specialmente il batterista che sa di essere una specie di re leone della black music di oggi, e all’inizio ci guardavano con una certa spocchia,ma va benissimo così,a me piacciono le sfide e poi la musica fa il resto).
Poi per prendere sonno ho camminato fino a casa un’oretta,prima di entrare ho ringraziato il cielo per tutte queste emozioni e domani si va al museo di storia naturale che con la scusa di portarci i bambini (c’è qui anche Tancredi il figlio di Riccardo onori) ce lo godiamo anche noi grandi.C’è la megabalena nella sala grande che è sempre un piacere andarla a visitare.

June 22, 2009
teheran

meno di un mese fa ero lì su quelle strade che ora vedo fotografate e riprese ovunque attraverso le immagini clandestine che partono dai cellulari e dalla rete.A Tienamen internet non c’era ancora e nemmeno i telefonini e ci sono pochissime immagini,stavolta dovrebbe essere più difficile per il governo iraniano gestire la situazione di quanto lo fu per i cinesi all’epoca.Speriamo.Quando ho visitato pechino,qualche anno fa,chiedevo alla gente che incontravo in giro se si ricordavano delle proteste di Tienamen e loro non sapevano nemmeno di cosa stessi parlando,niente,non ne sapevano nulla,per loro Tienamen era solo la grande piazza dove fare le adunate davanti ai grandi ritratti di Mao,tutti d’accordo su tutto.Non so se ha senso accostare Tienamen alle proteste di questi giorni a Terheran ma mi viene naturale farlo.A Teheran ho avuto la fortissima impressione che la popolazione fosse moooooolto distante dall’immagine che i suoi leader raccontano in giro.Esistono molti Iran,è una società complessa tanto quanto le nostre (non esistono forse molte italie?) e forse anche di più per cui ogni semplificazione è azzardata però mi è rimasta nel cuore una sensazione,un profumo di futuro passeggiando per quelle strade,fermandomi nei loro caffè,scambiando due chiacchiere con le persone.

aladino

stasera suoniamo al nublu alle 22.Penso che partiremo dal ritmo e ci
costruiremo sopra il racconto della session in base all’aria che
tira.Dalla settima prossima quando inizieremo le notti al joe’s pub voglio
fare anche qualcosa di acustico,magari all’inizio della session,vorrei
cantare delle vecchie canzoni italiane di almeno vent’anni prima della mia
nascita,di quando in america si arrivava solo in nave.L’altra sera ho
cantato “parlami d’amore mariu’” che mi e’ sempre piaciuta molto e fatta
cosi’ come la facciamo io e riccardo con chitarra elettrica e voce e
basta me la sento addosso e mi emoziona.Immagini come “maliarda sirena”
fanno bene al cuore perche’sembrano uscite da una scatola messa li’ in
fondo all’armadio vicino a quella dei medicamenti.
davanti a posto dove sto scrivendo sul mio portatile girano un filmone,con
i soldi dei titoli di testa di un film di questi noi in italia ci facciamo
tre film interi.Tutta la strada e’ occupata da camion di luci e attrezzi e
da caravan per gli attori e i truccatori.Insomma un megacirco che fa
impressione.
Girano film ovunque.E’ la città più fotogenica del mondo.Bloccano strade importanti quaqndo passa re cinema o suo maestà fiction tv.Ma il mercato dei DVD è a pezzi e le sale soffrono.Tutto si sta spostando in rete.La pixar punta sugli occhialini 3d per offrire un valore aggiunto al pubblico delle sale.Finiscono le grandi facce sui grandi schermi e cambia lo star system.Non sono più “apparizioni” luminose con qualcosa di magico,come tutte quello che scaturische da una lampada (vedi alla voce “aladino”).

June 21, 2009
Little Italy

Oggi abbiamo dipinto il fondale da appendere alle nostre spalle mentre suoniamo.L’abbiamo fatto insieme io che sono un disegnatore da strapazzo e Bernardo Siciliano che è un pittore vero i cui quadri sono esposti nelle gallerie di mezzo mondo.In genere lui ci mette un mese a fare un quadro invece per il fondale ci abbiamo messo mezz’ora scarsa.L’idea è quella di dipingere quello che ho vito per 18 anni dalla mia finestra di casa a roma e che ancora vedo quando vado a trovare i miei.In più c’è il pappagallo che per me rappresneta molto,è una storia della mia infanzia legata al mio babbo ma sarebbe lunga da raccontare qui.Comunque diciamo che la mia finestra guarda verso ovest e verso ovest è chiaro che c’è l’America,di questo ne abbiamo già parlato.E’ un fondale da appendere con lo scotch dietro di noi anche perché molti di quelli che vengono a sentitrci sanno poco della mia musica così promuoviamo un po’ il marchio.A NY piove.Stasera a Roma c’è stato il concerto per l’Abruzzo e ieri ho mandato un video via internet con una versione di Fango fatta a little italy con satu e Riccardo ma mi è stato appena detto che per problemi teccnici non l’hanno trasmessa.Peccato.Mi sarebbe piaciuto essere a Roma.C’erano Giuliano e Mauro Pagani e altri colleghi che hanno condiviso con me uno dei giorni più emozionanti da quando faccio questo mestiere,quello della registrazione di DOMANI.Siamo stati a Little Itlay a fare la canzone in omaggio agli abruzzesi parrtiti per venire a fare fortuna in america.Little Italy ormai no c’è quasi più,è stata assorbita da Chinatown,c’è giusto una via con qualche ristorante e qualche negozio di prodotti tipici.Per fare un tuffo nel viaggio degli Italiani in America io consiglio sempre Ellis Island anche se bisogna prendere il traghetto e va via mezza giornata.Un giorno se venite a NY fate un visita a Ellis Island,dove sbarcavano gli immigrati dal vecchio continente e venivano tenuti in quarantena.E’ una esperienza che tocca profondamente.Adesso c’è un museo che vale assolutamente la pena visitare.Con nel cuore i nuovi migranti che partono in cerca di condizioni di vita migliori.
E’ la nostra storia.
Partì anche un fratello di mio nonno e di lui non si è saputo più niente.Nemmeno una cartolina,La mia nonna mi disse che aveva un tatuaggio di un veliero sul braccio perché era stato in Marina.Dicono che fosse un tipo bellissimo ma di lui non ci sono fotografie.

June 20, 2009
il fondale

Ecco Bernardo Siciliano,artista italiano che vive a New York,nel suo studio di Brooklyn davanti al fondale del Soleluna Ny lab dipinto in collaborazione con Lorè.
jovasici

RELEVANT

Oggi piove a dirotto.Pioggia amazzonica.Pomeriggio in una delle mie librerie preferite nel west village.C’è un piccolo caffè con tavolini e puoi prendere tutti i libri e le riviste che vuoi e leggerle e poi rimettere a posto senza comprare.Ho fogliato tutte el riviste di musica arte grafica costume ecc. a disposizione.In USA ne escono centinaia,ce ne sono di fatte molto bene.E anche quelle fatte meno bene danno comunque un’idea dell’aria che tira e delle cose che stanno per succedere.
Ho letto una serie di interviste ai capi delle agenzie creative più importanti del mondo,quelle che progettano campagne pubblicitarie e di comunicazione in generale.La parola più ricorrente nelle loro chiacchiere è “RELEVANT”.Non si tratta di fare cose belle o brutte,prima di tuttobiosgna essere RELEVANT,rilevanti.Ecco una parola chiave di oggi.
“the biggest challenge right now is not economy,it is relevancy”.
“la crisi è la miglior cosa accaduta al nostro ambiente dal 1960 a oggi.Ci sta spingendo a progettare il nuovo e questo è entusiasmante.Tutti sono alla ricerca della prossima cosa forte.I clienti sono disposti a prendersi dei rischi,cosa desiderare di meglio?Ora è accaduto.Uscite fuori e fate qualcosa di nuovo.Qualcosa di “rilevante””
Questo l’ha detto uno di questi cervelloni dall’aria da surfista che si occupa di venderci le cose che poi compriamo fino in capo al mondo,da una lattina a un paio di scarpe da ginnastica fino a un partito politico.
Alla domanda si qual è la miglior campagna pubblicitaria degli ultimi anni lui non ha un dubbio :”quella per le’elezione di Obama”.Perfetta.

bravo!!!

Nel migliore ristorante di sushi di new york (un buco in thompson street che si riconosce dalla fila perenne all’ingresso) ho incontrato per caso il mio amico Andrea Griminelli che è il miglior flautista classico del mondo e ci ha invitato al Madison Square Garden (uno dei posti mitici del mondo) a sentirlo suonare al concerto di Bocelli,il più famoso e bravissimo cantante italiano vivente nel mondo.Insomma una faccenda di eccellenze pazzesca.
Sold Out.Biglietti che costano fino a 600 dollari.
Ventilima signori americani impazziti per il belcanto di Andrea Bocelli.Sono arrivato con un po’ di anticipo per vederli arrivare,tutti questi signori americani che amano l’idea di bellezza che l’Italia evoca in loro e che Bocelli rappresenta benissimo.Sono persone di ogni tipo accomunate da un’idea dell’italia e della nostra musica che li seduce completamente.Durante il concerto dietro all’orchestra proiettano foto di Ponte Vecchio ,di Venezia e del golfo di Napoli,spezzoni del nostro cinema in bianco e nero e li vedi che impazziscono tutti,per loro è come vivere un sogno,stasera sono totalmente all’oscuro di tante magagne del nostro paese e per una sera va bene così,è giusto così,mi lascio andare anche io a questa atmosfera che non è falsa per niente,noi siamo anche questo,anzi forse siamo specialmente questo.Sentire più di due ore di musiche cantate nella nostra lingua e vederle agire nell’umore degli americani come una cura contro i problemi della vita è un vero piacere.Dio benedica i raccontatori di storie!e Bocelli è uno di loro.Entra in scena accompagnato dal direttore d’orchestra e attacca “la donna è mobile” e da quel momento è un susseguirsi di applausi e di entusiasmo generale con molte standing ovation.Una sequenza di “hit” tratte dall’opera e dalla tradizione leggera Italiana (voglio vivere così!Mamma!Copn te partirò ecc.) con rare incursioni nella lingua spagnola (granata…).Griminelli si esibisce in un volo del calabrone da urlo.Il pubblico americano farebbe inorridire i melomani nostrani perché applaude in mezzo alle arie,a volte non aspetta il finale,addirittura tiene il tempo con le mani durante i pezzi più dinamici tipo “libiam nei lieti calici”.Andrea tiene il do di petto per mezzi minuti e l’effetto è rockissimo,li tiene tutti in pugno,a questo punto potrebbe cantargli anche l’elenco telefonico di manhattan.Si mette al piano e come un vero crooner mutante esegue MY WAY,una delle canzoni più perfette di tutti i tempi.Per chi scrive canzoni o ci prova quella è “the song” e infatti fu “the voice” a renderla celebre.Alla fine lo richiamano in scena dieci volte e lui è generoso e canta tutto quello che vogliono,anche “nessun dorma” e lì non si può non pensare a Big Luciano e provare un brivido.Bocelli nel cuore degli americani ha preso il posto di Pavarotti e lui lo sa e onora questa eredità con una certa umiltà ma senza complessi.Bocelli è un’altra cosa,è una storia di oggi.Luciano gli voleva bene e ed era un suo fan,e Luciano aveva l’istinto e la conoscenza.
Poi l’ho incontrato in camerino,cone lui viaggiano la sua compagna Veronica e una piccola squadra guidata dal Bocelli senior fratello di Andrea che ha con se sua figlia.Si parla Italiano,si ride e si gode questo successo con allegria.Quando entro per salutarlo mi accoglie cantandomi una mia strofa:”vai così!!!che è una figata!!!perchè uan storia così non c’è mai stata!!!” è vero ,è proprio una figata.

June 17, 2009
PER ME

bagagli

NY si gira a piedi.Ci sono 2 città al mondo così ,l’altra è Venezia,ma è un’altra storia.A New York la macchina non ce l’ha nessuno e Manhattan non è poi così grande.E’ un po’ come la gioconda,che uno se lo immagina una grande quadro perché nella mente occupa molto spazio poi te la trovi davanti al Louvre ed è un quadretto (un quadretto mozzafiato).Una volta a Shanghai ho visto un palazzo tutto coperto di luci a led che creavano una Gioconda grande come due campi da calcio.Si parlava di manhattan,che è il nome di un capo indiano,e che è un’isola lunga una ventina di chilometri che si può percorrere tutta a piedi facilmente anche perché orientarsi è semplicissimo.Prima c’erano le torri e orinetarsi era ancora più facile,Le torri erano l’estremità sud e tutto il resto,tranne la statua della libertà,era a nord.Camminando si incontra gente e dal momento che gli Italiani mi riconscono e sono molto affettuosi con me ci si ferma spesso per due chiacchiere veloci.New York è piena di Italiani,molti turisti ma non solo.Ci sono gli immigrati di seconda o terza generazione ma non solo.Ce ne sono tantissimi che sono qui per studiare o lavorare o per fare esperienza in qualche modo.In metropolitana ho incontrato un ragazzo di Napoli che fa il decoratore di interni,e la sua arte qui è molto apprezzata si fa pagare bene per fare uccellini e ghirigori sui soffitti e sulle pareti dei ricchi uptown e si sta ampliando.E’ venuto qua da solo e ora sono già in 3 e diventeranno presto 6 perché arrivano altri dall’italia e sta pure insegnando il mestiere a nuovi immigrati russi o messicani che hanno una buona mano.Ho incontrato un cantante rock che è qui a tentare la fortuna .Stamani ho incontrato un avvocato che si è laureato alla LUIS di roma con una borsa di studio e ora è entrato in un mega ufficio di avvocati americani e si è portato qui la moglie e una figlia appena nata.Ha un sorriso gioioso sul viso perché dice che questa città è il massimo.Ero al bar col mio amico Fabio Volo che è qui a finrire di scrivere il suo romanzo e abbiamo parlato un po’ con un giovane professore di economa all’NYU e ho scoperto che suo bisnonno è quel Di Vittorio che litigava con Togliatti ,quello delle lotte sindacali che Favino ha interpretato in una fiction TV.Ogni volta che incontro uno che si intende di economia faccio mille domande ma poi dimentico tutto,quella roba non c’è verso di farmela entrare in tetat.Le banche,il signoraggio,l’inflazione,la crisi,il 29 ecc ecc.
Eppure bisognerebbe saperne qualcosa per capire le dinamiche del mondo reale.Ma io anche nei quotidiani le pagine economiche le salto e vado direttamente agli spettacoli.
Questa cosa di avere una faccia conosciuta mi rende una specie di piazza ambulante dove si incontrano gli italiani e potrei raccogliere tutte queste storie e fare un ritratto di una bella Italia piena di sogni e di voglia di orizzonti.I motivi che portano qualcuno a fare i bagagli soni tanti quanti sono i bagagli.

the roots

ieri sera siamo andati a una jam session dei ROOTS.ho ancora addosso il sound di questlove alla batteria,che è uno dei più creativi drummer di questa generazione.In lui c’è un filo che è collegato con i villaggi dell’africa e arriva diretto all’MPC AKAI,un’enciclopedia vivente del groove.Fanno questa jam all’highline una volta a settimana e magari ci scambiamo qualche passaggio di palco in questo mese.
Il nostro show allo Zebulon è stato una festa e lunedì si passa al nublu poi mercoledì di nuovo alla Zebulon.Ogni sera faremo cose diverse sviluppando il discorso insieme a chi suona con noi e a chi ci verrà a sentire.
Nel pomeriggio di ieri spedizioni al Metropolitan Museum a vedere la mostra per i cento anni di Francis Bacon.Non è esattamente un tipo di pittura apoliinea ma Bacon è una delle montagne più alte del ventesimo secolo e anche se lassù la vita è difficilissima e la sua arte non offre nessuna consolazione comunque ne vale la pena.Se non altro perchè vedere degli incubi dipinti e accorgersi che hanno a che fare con la realtà può servire.
Usciti dalla mostra di Bacon ,che raccoglie il megio della sua vita di artista,si passa direttamente in uan delle stanze del barocco italiano e c’è una madonna di Guido Reni che sembra messa apposta per confrortare il visitatore reduce da Bacon.
Che poi io ,forse mi sbaglio,ma in baco ci vedo pure una bella dose di ironia.Cercando una lettura allegra della sua opera si finisce per trovarla.Un ghigno ma anche un pò di tenerezza,forse suo malgrado.
Su youtube ci sono una serie di interviste a Bacon fatte negli anni ottanta che se uno capisce un pò di inglese valgono la pena.

June 16, 2009
le cose che cambiano

Anche io fino a oggi pensavo che “il libro”,l’oggetto libro,quello di carta con le pagine ecc.,fosse un oggetto insostituibile.E ho continuato a caricarmene sempre troppi nei bagagli che porto in giro ogni volta lamentandomi tra me e me del peso e dell’ingombro…Poi stamattina in metro seduta accanto a me c’era una ragazza che leggeva un libro elettronico.Una tavoletta spessa 4 millimetri di plastica bianca grande come un libro ma che immagino ne possa contenere mille.La puoi sottolineare,puoi scorrere le pagine.E’ illuminata in modo che l’occhio non abbia l’impressione di leggere un monitor a pixels.L’impressione è molto naturale.Insomma,il futuro del romanzo,del saggio,del racconto,del manuale ecc.
Oggi spesso noi indichiamo il contenuto usando il nome del contenitore.Il libro è l’oggetto fatto di carta e di pagine,che contiene il romanzo.Il DISCO è l’oggetto tondo che contiene la musica.Il MONDO è l’oggetto che contiene le vite e le storie.Il FILM (che vuo dire pellicola) contiene la storia narrata con immagini in movimento.Anche questo cambierà.Cambieranno le parole.E con le parole cambieranno le cose.E cambieremo anche noi.Cos’è UN UOMO?
A NEW YORK chiudono o stanno chiudendo un sacco di negozi grandi e importanti.Non è “la crisi”,ma è un tipo di crisi,è un CAMBIO di epoca.Tra qualche anno il mondo che la mia generazione ha conosciuto non ci sarà più e noi non ce ne saremmo nemmeno accorti.Quando io dirò ai miei nipoti che sono nato senza il computer e la rete farà ancora più effetto di quando mia nonna mi diceva che lei era nata senza la televisione.
Sarà un mondo identico a questo,per molte cose,come quello di mia nonna bambina.Le grandi correnti di profondità si muovono lente:La superficie però cambia continuamente.Non ci saranno più molte “cose” che fanno parte della notra vita di oggi in totale normalità.In una città come questa queste onde di superficie sono più visibili.e mette addosso una certa emozione questo mare in tempesta.

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